Dal 17 aprile sono operative le funzioni implementate dal Fondo di garanzia e dagli istituti finanziari per accedere al finanziamento bancario per la liquidità fino a 25.000 euro in  base a quanto previsto dall’art. 13, comma 1, lettera m) del cd. decreto Liquidità (Dl 23/2020).

E’ quindi attivo il portale del Fondo di Garanzia Pmi del Mediocredito Centrale che consente l’inserimento da parte delle banche delle richieste di garanzia sui finanziamenti bancari fino al predetto limite di 25.000 euro.

Beneficiari

L’accesso a questa forma di finanziamento è rivolto a favore delle piccole e medie imprese (Pmi) nonché persone fisiche esercenti attività di impresa, arti o professioni a condizione che la relativa attività sia stata danneggiata dall’emergenza Covid-19. È quindi evidente che in assenza di quest’ultima condizione l’accesso a questa forma di finanziamento è preclusa.

Ammontare del finanziamento

Venendo all’entità massima del finanziamento richiedibile occorre evidenziare che l’importo deve sottostare contestualmente alla duplice condizione ossia:

  • non superiore a 25.000 euro;
  • non superiore al 25% dell’ammontare dei ricavi.

Ciò significa, ad esempio che nell’ipotesi che siano stati conseguiti ricavi per 110.000 euro in ogni caso il finanziamento concesso avrà il tetto massimo pari a 25.000 euro, mentre nell’ipotesi in cui i ricavi siano pari a 40.000 euro l’erogazione massima sarà di 10.000 euro.

Determinazione dei ricavi

L’ammontare de ricavi su cui calcolare il limite del 25% dovrà essere desunto, da parte del soggetto richiedente, dall’ultimo bilancio depositato, e non approvato o, in caso di soggetti non obbligati al deposito (società di persone, ditte individuali, professionisti ecc.), dall’ultima dichiarazione presentata.

L’elemento discriminante pertanto alla data di presentazione della domanda di finanziamento, per i soggetti obbligati a depositare presso la Camera di Commercio il bilancio, è il deposito e non la sola approvazione. Quindi per molte società occorrerà fare riferimento ai ricavi del bilancio 2018.

Nel caso in cui non si disponga del bilancio depositato, come detto per società di persone, ditte individuali, enti commerciali e professionisti, si dovrà fare riferimento ai ricavi e compensi indicati nell’ultima dichiarazione dei redditi presentata. Quindi Unico 2019.

Ovviamente se la domanda verrà trasmessa telematicamente presentata dopo il 2 maggio potremmo fare riferimento al modello dichiarativo Unico 2020.

Termini e formalità per la presentazione della domanda

Il termine per la presentazione della domanda è il 31.12.2020 e comunque fino ad esaurimento dei fondi di garanzia stanziati.

Per le formalità si rammenta come la garanzia è a titolo gratuito e rilasciata dalla Stato sia del 100% del finanziamento erogato.

Non è prevista alcuna istruttoria da parte della banca che condurrà una mera verifica formale del possesso dei requisiti e quindi è senza istruttoria, potrà erogare il finanziamento richiesto.

Il finanziamento concesso prevede una durata fino a 72 mesi con un preammortamento per soli interessi fino a 24 mesi.

Il costo del finanziamento per istruttoria ed interessi è determinato un massimale determinato quale sommatoria di alcuni indicatori collegati ai rendimenti dei Titoli di Stato aumentato di uno 0,2%.

Per l’ottenimento del finanziamento è necessario presentare alla propria banca:

  • il modulo di richiesta della copertura del fondo di garanzia per le Pmi, disponibile sul sito dello stesso Fondo www.fondidigaranzia.it, nella sezione Modulistica (Allegato 4-bis);
  • il modulo di richiesta del finanziamento messo a disposizione dalla banca sul proprio sito internet;
    Il modello di compilazione della domanda può essere tramesso anche mediante posta elettronica non certificata, unitamente alla copia del documento di riconoscimento del soggetto richiedente.

Con la presentazione della domanda il beneficiario rilascia una propria autocertificazione di dati e documenti e, come tutte le autocertificazioni sono soggette ad azioni penali se contengono informazioni false o non veritiere. Occorrerà fare attenzione, tra le altre, ai seguenti punti:

  1. che il soggetto beneficiario finale non sia destinatario di provvedimenti giudiziari che applicano le sanzioni amministrative di cui al decreto legislativo 8 giugno 2001, n.231, articolo 9, comma 2, lettera d);
  2. che l’operazione finanziaria è richiesta/concessa in relazione all’attività economica esercitata (inserire codice di classificazione Ateco 2007);
  3. che l’operazione finanziaria è richiesta/concessa per le finalità di fabbisogno di liquidità: (inserire la finalità specifica o semplicemente: liquidità);
  4. che l’attività d’impresa del soggetto beneficiario finale sia stata danneggiata dall’emergenza Covid-19;
  5. Occorrerà indicare se ed in che misura il beneficiario abbia già beneficiato di «Aiuti sotto forma di sovvenzioni dirette, anticipi rimborsabili o agevolazioni fiscali» delle misure temporanee in materia di Aiuti di Stato. In tal caso occorrerà inserire solo gli aiuti ottenuti diversi da quelli concessi dal Fondo di garanzia.

In conclusione, è evidente che seppur non sussista una valutazione creditizia del soggetto richiedente nel compilare la domanda ci si dovrà sempre rammentare delle eventuali responsabilità penali derivanti dal rilascio di dichiarazioni mendaci e della conseguente decadenza dai benefici concessi sulla base di una dichiarazione non veritiera.
Con la presentazione della domanda il richiedente si impegna a consentire qualsiasi controllo da parte del Gestore del Fondo di Garanzia e si dovrà porre molta attenzione alla sussistenza della condizione preliminare per la richiesta, ossia il danneggiamento subito dal Covid-19.

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