Nel bilancio sociale, le società dovranno evidenziare i tempi medi di pagamento delle transazioni effettuate nell’anno ed eventuali ritardi medi tra il termine “pattuito” e quello di “effettivo” pagamento.
Dopo l’articolo 7-bis del D.Lgs. 9 ottobre 2002, n. 231 è inserito il seguente:
Art. 7-ter (Evidenza nel bilancio sociale)
A decorrere dall’esercizio 2019, nel bilancio sociale le società danno evidenza dei tempi medi di pagamento delle transazioni effettuate nell’anno, individuando altresì gli eventuali ritardi medi tra i termini pattuiti e quelli effettivamente praticati.
I medesimi soggetti danno conto nel bilancio sociale anche delle politiche commerciali adottate con riferimento alle suddette transazioni, nonché delle eventuali azioni poste in essere in relazione ai termini di pagamento.
La finalità che si pone il legislatore è quella di incidere sulla disciplina dei ritardi dei pagamenti nelle transazioni commerciali, contenuta nel D.Lgs. 9 ottobre 2002, n. 231, muovendo dal presupposto che la manifestazione all’esterno dei tempi medi di pagamento dell’impresa, possono costituire un parametro di riferimento utile per i creditori e i contraenti, attuali e potenziali, della società.

La conoscenza della regolarità con la quale le società adempiono alle proprie obbligazioni costituisce, pertanto, un parametro di riferimento per contribuire a tutelare i contraenti e creditori della società – i quali potranno pertanto venire a conoscenza di un dato ulteriore relativo all’affidabilità del contraente e, al tempo stesso, può costituire un utile strumento per stimolare le società ad adempiere tempestivamente alle proprie obbligazioni e quindi, la competitività tra le imprese.