Ricordiamo che a decorrere dal 1° gennaio 2019 il legislatore ha introdotto per tutte le operazioni b2b documentate da fattura, l’emissione a cura dell’emittente della fattura elettronica.
Tuttavia, è necessario informarVi delle semplificazioni in tema di emissione delle fatture. In particolare, il contribuente emittente potrà avvalersi della possibilità di emettere la fattura in una data successiva alla data di effettuazione dell’operazione, ma dovrà evidenziarlo con una nota nel documento stesso, e sempre che non voglia emettere la fattura nello stesso giorno di effettuazione dell’operazione. Si precisa altresì, che la norma non incide sulla disciplina dell’esigibilità dell’imposta con la conseguente liquidazione, per cui anche se la fatturazione avviene nei dieci giorni successivi all’effettuazione dell’operazione o dell’incasso, l’iva che verrà esposta nella fattura differita, andrà liquidata nel mese di effettuazione dell’operazione.
A tal riguardo si richiama quanto indicato dall’Agenzia delle entrate nelle sue FAQ, in cui descrive il caso di una fattura elettronica “differita” ed emessa il 10 febbraio 2019 per una cessione di beni effettuata il 31 gennaio 2019. In tal caso l’iter corretto da seguire è:
– emettere al momento della cessione (31 gennaio), un DDT o altro documento equipollente che accompagni la merce;
– indicare nella fattura elettronica la data del 10 febbraio 2019, in cui siano inseriti tutti i riferimenti del documento (o dei documenti) di trasporto,
– calcolare ai fini della liquidazione periodica IVA l’importo della fattura con riferimento al mese di gennaio.
Fino al 30 giugno 2019 verrà l’attuale disciplina definita dell’articolo 6, comma 4, del DPR n. 633/1972 che dispone che la fattura è emessa al momento dell’effettuazione dell’operazione, ovvero entro le ore 24 del giorno dalla cessione del bene o dalla prestazione del servizio. In sostanza la previgente disciplina, che imponeva l’emissione della fattura contestualmente all’effettuazione dell’operazione, non prevedeva la possibilità di inserire nell’elenco delle indicazioni che devono essere contenute nella fattura una data di cessione di beni o di prestazione di servizi diversa da quella di emissione stessa.
L’articolo in esame, nello stabilire il nuovo termine di 10 giorni per l’emissione della fattura, provvede a inserire conseguentemente questa nuova ipotesi all’interno dell’elenco richiamato.
La suddetta disposizione permette di emettere la fattura entro dieci giorni dall’effettuazione dell’operazione di cessione del bene o di prestazione del servizio. Pertanto la fattura elettronica si considera emessa se risulta trasmessa attraverso il Sistema di Interscambio entro 10 giorni dalla data dell’effettuazione dell’operazione.
Nota di assoluto interesse è che, per i primi nove mesi del periodo d’imposta 2019, non sono applicate al contribuente le sanzioni previste qualora la fattura elettronica sia emessa oltre il termine normativamente stabilito ma, comunque, nei termini per far concorrere l’imposta ivi indicata alla liquidazione di periodo (mensile o trimestrale. Le sanzioni sono, invece, contestabili, ma ridotte al 20 per cento, quando la fattura, emessa tardivamente, partecipa alla liquidazione periodica del mese o trimestre successivo.
Si ricorda inoltre che sono esonerati i seguenti contribuenti:

  • tutti gli operatori sanitari (dopo l’intervento del Garante Privacy di dicembre) che già inviano i dati tramite il sistema TS.
  • Professionisti titolari di partita iva che hanno percepito nell’anno precedente proventi commerciali che non siano superiori al limite di 65.000 euro;
  • Società e associazioni che hanno optato per l’applicazione del regime forfetario di cui alla legge n. 398/1991.