Il decreto Crescita ha fatto slittare al 30 settembre il termine per il versamento delle imposte risultanti dalla dichiarazione dei redditi nei soggetti che esercitano attività economiche per le quali sono stati approvati gli ISA e che dichiarano ricavi/compensi di ammontare non superiore al limite stabilito, per ciascun indice, dal relativo decreto del MEF; sono pertanto esclusi i contribuenti che dichiarano ricavi o compensi superiori a 5.164.569 euro.

La risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 64 del 28 giugno 2019 ha chiarito l’ambito applicativo della proroga dei termini di versamento al 30 settembre 2019 disposta dall’art. 12-quinquies del DL 34/2019, rilevando che possono beneficiarvi tutti i contribuenti che, contestualmente:
– esercitano attività d’impresa o di lavoro autonomo per le quali sono stati approvati gli ISA, a prescindere dal fatto che tale metodologia statistica venga concretamente applicata;
– dichiarano ricavi o compensi di ammontare non superiore al limite di 5.164.569 euro.

Ricorrendo tali condizioni, risultano quindi interessati dalla proroga anche i contribuenti che, per il periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2018:
– applicano il regime forfetario di cui all’art. 1 commi 54 e seguenti della L. 190/2014;
– applicano il regime di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità di cui all’art. 27 commi 1 e 2 del DL 98/2011 – “contribuenti minimi”-;
– determinano il reddito con altre tipologie di criteri forfetari;
– dichiarano altre cause di esclusione dagli ISA.

I motivi per i quali non si può beneficiare della proroga  risultano essere:

la mancata approvazione degli ISA per il settore specifico di attività o, in caso di approvazione dell’ISA per lo specifico settore di attività, la dichiarazione di ricavi o compensi superiori alla soglia di 5.164.569 euro.

Per questi soggetti rimangono quindi fermi i termini ordinari del 1° luglio 2019, senza maggiorazione di interessi; ed entro il 31 luglio 2019 (30 giorni successivi al 1° luglio), con la maggiorazione dello 0,4%.

A i soggetti per i quali non è stato approvato un ISA per il periodo d’imposta 2018, ad esempio le holding di partecipazione o con codice ATECO 64.20.00; tali soggetti sono tenuti a versare le imposte nei termini ordinari, e ciò in certi casi comporta alcune difficoltà aggiuntive, avendone il DL gs. 142/2018 modificato il regime fiscale, in special modo per quanto riguarda la deducibilità degli interessi passivi e l’IRAP.

Per quanto riguarda i versamenti oggetto della proroga

I versamenti che rientrano nella proroga sono quelli risultanti dalle dichiarazioni dei redditi, IRAP e IVA i cui termini sarebbero scaduti, in via ordinaria, tra il 30 giugno 2019 e il 30 settembre 2019.

Ad esempio:

  • il saldo 2018 e il primo acconto 2019 dell’IRPEF, dell’IRES e dell’IRAP;
  • il saldo 2018 dell’addizionale regionale IRPEF;
  • il saldo 2018 e l’acconto 2019 dell’addizionale comunale IRPEF;
  • il saldo 2018 e il primo acconto 2019 della cedolare secca sulle locazioni;
  • il saldo 2018 e il primo acconto 2019 delle imposte sostitutive dovute dai contribuenti minimi o in regime forfetario;
  • le altre imposte sostitutiveaddizionali che seguono gli stessi termini previsti per le imposte sui redditi (es. imposta sostitutiva per la rivalutazione dei beni d’impresa ed eventualmente per l’affrancamento del saldo attivo di rivalutazione, imposta sostitutiva per l’affrancamento dei maggiori valori derivanti da operazioni straordinarie, ecc.);
  • l’IVA dovuta sui maggiori ricavi o compensi dichiarati per migliorare il proprio profilo di affidabilità in base agli ISA;
  • il saldo 2018 e il primo acconto 2019 dell’IVIE e dell’IVAFE.

Per la persona che esercita un’attività d’impresa o di lavoro autonomo per la quale è stato approvato l’ISA e rientra nei limiti dimensionali di legge, sono prorogati anche i versamenti dell’IVIE e dell’IVAFE.

Rinvio anche dei termini per la presentazione del Modello “D”- ENPAM e per il modello 5/2019 della Cassa Forense

Con la proroga al 30 settembre concessa dal Decreto Crescita per coloro che esercitano un’attività economica soggettata ad Isa (indice sintetico di affidabilità fiscale), la scadenza del 31 luglio per presentare ad ENPAM e alla Cassa Forense i dati sui redditi, poteva creare problemi in quanto non tutti i professionisti avrebbero avuto a disposizione i dati.

Da qui la decisione di ENPAM di posticipare al 30 settembre la presentazione del modello D ed anche per la Cassa Forense si posticipa alla stessa data la presentazione del Modello 5/2019, senza incorrere in sanzioni.

Per L’ENPAM Il rinvio dell’adempimento riguarda sia i medici e gli odontoiatri soggetti ad Isa, ma anche coloro che non li applicano pur avendo un reddito al di sotto della soglia massima prevista.  Verranno dunque “rimandati a settembre” anche i professionisti con regimi forfetari o con la flat-tax al 5%.

Per chi non vale la proroga 

La scadenza rimane al 31 luglio, specificano dall’Ente previdenziale di medici e dentisti, ad esempio per i medici che fanno esclusivamente attività libero professionale intramoenia e per gli iscritti ai corsi di formazione in medicina generale. Questi ultimi dovranno comunque compilare il modello D entro luglio per i contributi ENPAM al 2 per cento.