Dal 1° Luglio 2018 la firma della busta paga non costituirà prova dell’avvenuto pagamento della retribuzione, se non accompagnata dal pagamento con bonifico o con altri strumenti di pagamento tracciabili

Con il comma dal 910 al 914 dell’art.1 della Legge di bilancio 2018 viene disciplinato l’obbligo per i datori di lavoro privati di corrispondere le retribuzioni con mezzi di pagamento “tracciabili “.

L’obbligo, che entrerà in vigore dal 1 luglio 2018, interessa tutti i rapporti di lavoro, anche di collaborazione coordinata e continuativa, con esclusione dei rapporti di lavoro instaurati con la Pubblica Amministrazione e dei rapporti di lavoro per gli addetti ai servizi familiari e domestici.

Il pagamento della retribuzione, a prescindere dall’importo, nonché di ogni anticipo di essa, deve avvenire attraverso una banca o un ufficio postale con uno dei seguenti mezzi:

  1. a) bonifico sul conto identificato dal codice IBAN indicato dal lavoratore;
  2. b) strumenti di pagamento elettronico;
  3. c) pagamento in contanti presso lo sportello bancario o postale dove il datore di lavoro abbia aperto un conto corrente di tesoreria con mandato di pagamento;
  4. d) emissione di un assegno bancario non trasferibile consegnato direttamente al lavoratore o, in caso di suo comprovato impedimento, a un suo delegato. L’impedimento s’intende comprovato quando il delegato a ricevere il pagamento è il coniuge, il convivente o un familiare, in linea retta o collaterale, del lavoratore, purché di età non inferiore a sedici anni.

 

La disposizione si applica qualunque sia la tipologia del rapporto di lavoro instaurato.
E precisamente, il legislatore intende ogni rapporto di lavoro subordinato di cui all’articolo 2094 del codice civile, indipendentemente dalle modalità di svolgimento della prestazione e dalla durata del rapporto (quindi anche part time e tempo determinato, anche apprendistato ), nonché ogni rapporto di lavoro originato da contratti di collaborazione coordinata e continuativa e dai contratti di lavoro instaurati in qualsiasi forma dalle cooperative con i propri soci ai sensi della legge 3 aprile 2001.

Non sarà più possibile, quindi, dimostrare l’avvenuto pagamento con la semplice firma per quietanza posta in calce al cedolino paga: solo il pagamento tracciabile potrà evitare al datore di lavoro la sanzione amministrativa pecuniaria prevista dal comma 914 della suddetta Legge, consistente nel pagamento di una somma da 1.000 euro a 5.000 euro