Legge n. 3 del 27 gennaio 2012 ha disciplinato la composizione delle crisi da sovraindebitamento, una Legge che aiuta professionisti, agricoltori, allevatori ed in genere le persone fisiche ad uscire da situazioni di crisi economica e debitoria.

“La povertà secondo la stima preliminare dell’Istat coinvolgerebbe nel 2017 poco meno di 1,8 milioni di famiglie, con un’incidenza del 6,9%, in crescita di sei decimi rispetto al 2016 (era 4% nel 2008).“

Negli ultimi anni in Italia si sono registrati un numero sempre più ingente di individui con difficoltà economiche dovute soprattutto dalla perdita del lavoro o difficoltà professionali che hanno cagionato debiti con le banche e con il fisco, con conseguenti problematiche estese alle famiglie, alla collettività, che generano disagi socio-psicologici e non solo.

La normativa, nota anche come “Sovraindebitamento”, è stata introdotta allo scopo di aiutare le persone che la crisi degli ultimi anni ha reso poveri. Di fatto la legge consente al debitore di trovare un accordo con il creditore davanti al Giudice del Tribunale di competenza. Per accedere a tale procedura ovviamente il debitore avrà necessità di un supporto professionale di una figura professionale, dottore commercialista o avvocato, che elaborerà per conto del cliente il piano di rientro al fine del raggiungimento di un accordo con conseguente soluzione del problema debitorio.

Di recente ci è giunta notizia che un Giudice ha emesso una sentenza a favore del cittadino nei confronti del quale gravava una cartella di pagamento di Equitalia da 86.000 euro. Tale cartella, ritenuta troppo al di sopra delle reali disponibilità del debitore è stata ridotta dal Giudice, tenendo conto di tutti i redditi del debitore e tolto quanto serve per alla famiglia per il proprio sostentamento. Il Tribunale ha deciso di ridurre di circa l’87% l’ammontare del debito accertato.

 Chi sono i soggetti che possono accedere alla norma del Sovraindebitamento?

Tutti i soggetti a cui non si applica la legge fallimentare, per cui sono persone fisiche e giuridiche che:

Professionisti, artisti, lavoratori autonomi e società professionali. Anche se i professionisti intellettuali la cui attività è subordinata al conseguimento e superamento dell’esame di stato con conseguente iscrizione all’Albo professionale come gli avvocati, medici, architetti, notai, ecc., non sono qualificabili come imprenditori in quanto manca un’attività economica diretta alla produzione di servizi nell’accezione di cui all’art. 2082 c.c.. Stessa accezione anche per gli artisti inquadrabili come lavoratori autonomi delle spettacolo come attori e registi. Rientrano nella categoria residuale degli altri lavoratori autonomi quei soggetti che esercitano attività c.d. libere, che non necessitano di un esame di Stato.

Imprenditori commerciali “sotto soglia” o che hanno cessato l’attività da più di 1 anno. Può rientrare l’imprenditore commerciale sopra-soglia ma con debiti inferiori ad euro 30.000.

Enti privati non commerciali: associazioni e fondazioni riconosciute, enti ecclesiastici, organizzazioni di volontariato, associazioni sportive, enti lirici, Onlus, etc;

Imprenditori agricoli (art. 7 L. 3/2012);

Start up innovativa. 

Consumatori, esclusivamente per scopi estranei all’attività imprenditoriale o professionale svolta.

Requisiti del debitore

Per accedere alle procedure previste dalla L. n. 3/2012 il debitore deve trovarsi in stato di sovraindebitamento che ai sensi dell’art. 6, co. 2, è:

1) Situazione prolungata nel tempo di uno squilibrio tra gli obblighi assunti e il suo patrimonio prontamente liquidabile per farvi fronte, che determina la rilevante difficoltà di adempiere le proprie obbligazioni;

2) Definitiva incapacità ad adempiere alle obbligazioni in modo regolare.

Come funziona la procedurta di Esdebitazione e per quali debiti?

Se il Giudice accetta il piano del consumatore o la procedura di liquidazione, per effetto della legge sul sovraindebitamento il consumatore è esdebitato, ossia, beneficia della liberazione da tutti debiti residui a cui non riesce ad ottemperare.

Come funziona l’esdebitazione?

Innanzitutto il debitore per ottenerla deve rivolgersi ad un intermediario abilitato e presentare un piano del consumatore o una liquidazione di patrimonio, successivamente il Giudice del Tribunale fatte le dovute valutazioni, emette il decreto di esdebitazione a patto che il consumatore si sia dimostrato collaborativo e ben disposto alla risoluzione del piano o della liquidazione, non abbia beneficiato negli ultimi 8 anni un’altra esdebitazione, non sia stato condannato, con sentenza passata in giudicato, per uno dei reati previsti dalla legge e che abbia svolto negli ultimi 4 anni o abbia cercato attivamente una nuova occupazione e infine che siano stati soddisfatti in parte i creditori.

Debiti per i quali non si ha diritto all’esdebitazione:

  • Debiti che derivano da obblighi di mantenimento e alimentari;
  • Debiti da risarcimento dei danni da fatto illecito extracontrattuale, Sanzioni penali ed amministrative di carattere pecuniario che non siano accessorie a debiti estinti;
  • Debiti fiscali anche se contratti prima del decreto di apertura delle procedure del sovraindebitamento, ma successivamente accertati. Con riguardo ai tributi costituenti risorse proprie dell’Unione europea, all’imposta sul valore aggiunto ed alle ritenute operate e non versate, il piano puo’ prevedere esclusivamente la dilazione del pagamento.