Il 1° gennaio 2019 è in arrivo e con esso l’entrata in vigore della fatturazione elettronica, i soggetti maggiormente interessati sono principalmente gli operatori Iva, ma è necessario che anche i consumatori finali siano preparati all’evento, considerato che l’e-fattura dovrà essere emessa anche nei confronti di questi soggetti.

A tal proposito, un aspetto ancora poco discusso riguarda le conseguenze dichiarative derivanti dalla ricezione dell’Xml, ai fini delle detrazioni e delle deduzioni fiscali, come per esempio le agevolazioni per gli interventi di ristrutturazione edilizia, attualmente confermate anche per il 2019 e, quindi, interessate dall’avvento della fatturazione elettronica. In particolare, per poter beneficiare della detrazione al 50% l’agenzia delle Entrate nella circolare 7/E/2018, che richiama il provvedimento 2 novembre 2011, richiede che il beneficiario conservi, tra tutti i documenti indicati, anche le fatture e ricevute fiscali comprovanti le spese sostenute.

Si dispone quindi, per gli interventi di ristrutturazione edilizia, che il soggetto interessato si faccia rilasciare la fattura in formato elettronico. Si ricorda che il provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 30 aprile 2018, recante le regole operative della fatturazione elettronica, nel descrivere le modalità di compilazione del campo «Codice Destinatario» dell’Xml, ha precisato che per i consumatori finali si debba inserire il codice di 7 cifre («0000000») e, chiaramente, in luogo del campo “Id Fiscale Iva”, va compilato «Codice Fiscale». Tutte le fatture saranno disponibile nell’area riservata del portale Fatture e corrispettivi, al quale però i clienti finali non possono ancora accedere nonostante in possesso delle credenziali, quali Fisconline o Spid, come precisato anche nella guida online dell’Agenzia delle Entrate.

E’ previsto che i consumatori finali possono anche comunicare un indirizzo Pec dal quale poter far recapitare i documenti Xml. Precisiamo che Il comma 3 dell’articolo 1 del Dlgs 127/2015 impone ai fornitori di rilasciare una copia cartacea o analogica della fattura elettronica al cliente, il quale può sempre rinunciarvi. Al momento per i consumatori finali non è possibile accedere alla propria area personale, è consigliabile farsi rilasciare sempre una stampa della fattura trasmessa al Sistema di interscambio, anche se la stessa, come precisato dalla norma, rimane una copia dell’originale, unitamente alle ricevute di trasmissione.

Per quanto riguarda gli interventi di restauro riguardanti le parti comuni dei condomini, gli adempimenti sono solitamente gestiti e predisposti dall’amministratore del condominio, il quale poi ne rilascia i documenti ai condòmini, una certificazione nella quale attesta di avere adempiuto a tutti gli obblighi previsti dalla norma, nonché la somma di competenza del contribuente ai fini della detrazione. In queste ipotesi, le fatture elettroniche saranno emesse a favore del condominio e, posto che l’agenzia delle Entrate ha già precisato che ai condomìni si applicano le stesse regole dei consumatori finali, vale quanto precedentemente detto in merito alla compilazione dei campi «Codice Destinatario» e «Codice Fiscale» e della possibilità di avvalersi di un indirizzo Pec come canale di recapito dei documenti in Xml. Inoltre, i fornitori dovranno rilasciare una copia cartacea o analogica della fattura elettronica trasmessa allo Sdi e, pertanto, è ugualmente consigliabile che l’amministratore condominiale non rinunci alla copia e si faccia inviare anche le ricevute di trasmissione.

Qualora l’edificio fosse un condominio minimo (senza codice fiscale), la fattura potrebbe essere intestata ad un singolo condomino, quindi si applicano le medesime regole di cui sopra. Assunto il fatto che i consumatori finali, ma anche i condomìni e gli enti non commerciali, non possono accedere al portale Fatture e corrispettivi per ottenere l’originale della fattura, si ritiene corretto che non debbano rinunciare alla copia dell’e-fattura, e che debbano anche farsi rilasciare le ricevute di trasmissione dal fornitore o richiedere un duplicato informatico del documento in Xml che l’Agenzia delle Entrate.