Il  Decreto “Cura Italia”, pubblicato sulla GU del 17 marzo 2020, contiene norme rivolte a tutti gli imprenditori, i professionisti, enti del terzo settore ed enti ecclesiastici civilmente riconosciuti che, a causa dell’epidemia in corso, stanno registrando effetti negativi sulla loro attività; il decreto interviene con provvedimenti su quattro fronti principali e altre misure settoriali:
1. finanziamento e altre misure per il potenziamento del Sistema Sanitario Nazionale, della Protezione Civile e degli altri soggetti pubblici impegnati sul fronte dell’emergenza;
2. sostegno all’occupazione e ai lavoratori per la difesa del lavoro e del reddito;
3. supporto al credito per famiglie e micro, piccole e medie imprese, tramite il sistema bancario e l’utilizzo del fondo centrale di garanzia;
4. sospensione degli obblighi di versamento per tributi e contributi nonché di altri adempimenti fiscali ed incentivi fiscali per la sanificazione dei luoghi di lavoro e premi ai dipendenti che restano in servizio.

Trattiamo di seguito alcune delle norme di maggiore interesse;

Art. 19 – Norme speciali in materia di trattamento ordinario di integrazione salariale e assegno ordinario
I datori di lavoro che nell’anno 2020 sospendono o riducono l’attività lavorativa per eventi riconducibili all’emergenza epidemiologica da Covid-19, possono presentare domanda – con decorrenza 23 febbraio 2020 e comunque entro agosto 2020 – di concessione del trattamento DI CASSA INTEGRAZIONE GUADAGNI ORDINARIA oppure di assegno ordinario (FIS) con causale “emergenza COVID-19”, per un periodo massimo di nove settimane. In tali ipotesi non risulta necessaria la procedura di informativa, consultazione sindacale e termini del procedimento ex artt. 14, 15 comma 2 e 30 comma 2, del D.Lgs. n. 148/2015 e per l’assegno ordinario ove previsto. La domanda, in ogni caso, deve essere presentata entro il quarto mese successivo a quello in cui ha avuto inizio il periodo di sospensione o di riduzione dell’attività lavorativa e non è soggetta alla verifica delle causali di cui all’art. 11 del D.Lgs. n. 148/2015.
L’assegno ordinario è concesso anche ai lavoratori dipendenti presso datori di lavoro iscritti al Fondo di integrazione (FIS) che occupano mediamente più di 5 dipendenti e tramite la modalità di pagamento diretto della prestazione da parte dell’INPS.
I lavoratori destinatari delle norme qui riportate devono risultare alle dipendenze dei datori di lavoro richiedenti la prestazione alla data del 23 febbraio 2020.

Art. 22 – Nuove disposizione per la Cassa integrazione in deroga
Le Regioni e Province autonome, a favore dei datori di lavoro del settore privato, ivi inclusi quelli agricoli, pesca, terze settore compresi gli enti religiosi civilmente riconosciuti, in costanza del rapporto di lavoro possono riconoscere, in conseguenza dell’emergenza epidemiologica, previo accordo con le organizzazioni sindacali – anche in via telematica – trattamenti di cassa integrazione salariale in deroga, per la durata della sospensione del rapporto di lavoro e comunque per un periodo non superiore a 9 settimane.
La presente misura può essere concessa esclusivamente con la modalità di pagamento diretto della prestazione da parte dell’INPS (art. 44, comma 6-ter D.Lgs. n. 148/2015).

Si comunica che in merito alla procedura della Cassa integrazione in deroga, su cui nella giornata del 25 marzo u.s., è stato sottoscritto l’accordo quadro tra regione e parti sociali, ad oggi la stessa procedura non ha avuto inizio in quanto la Regione sta predisponendo e definendo tutta la modulistica necessaria per poi attivare sia la piattaforma che la PEC regionale dedicata. Pertanto, una volta che la modulistica sarà disponibile e piattaforma e Pec saranno in funzione sarà nostra premura darvi in tempo reale via mail l’informazione di cui sopra, corredata con tutti i documenti necessari.

Art. 27 – Indennità professionisti e lavoratori co.co.co.
Ai liberi professionisti, titolari di P.IVA e ai lavoratori titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, attivi al 23 febbraio 2020, iscritti alla gestione separata INPS non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme pensionistiche è riconosciuta un’indennità per il mese di marzo pari ad euro 600.

Art. 49 – Fondo Centrale di garanzia PMI
Per la durata di nove mesi dalla data di entrata del decreto si applicano le seguenti misure:
garanzia a titolo gratuito;
importo massimo garantito 5 milioni di euro;
garanzia massima dell’80% dell’ammontare di ciascuna operazione di finanziamento;
rinegoziazione del debito ed rogazione di un credito aggiuntivo nella misura del 10% dell’importo del debito residuo;

Art. 54 Attuazione del fondo solidarietà mutui prima casa
Disposta la sospensione delle rate dei mutui sulla prima casa per le partite Iva, compresi lavoratori autonomi e professionisti, che certificano di avere registrato in un trimestre successivo al 21 febbraio 2020 ovvero nel minore lasso di tempo intercorrente tra la data della domanda della domanda e la predetta data, un calo del proprio fatturato superiore al 33% del dell’ultimo trimestre 2019. Nessun c’è obbligo di presentare l’Isee.

Art. 55 – Misura di sostegno finanziario alle imprese
Si introduce inoltre una norma finalizzata ad incentivare la cessione di crediti deteriorati che le imprese hanno accumulato negli ultimi anni, anche per effetto della crisi finanziaria. La norma, in particolare, prevede la possibilità di trasformare in credito d’imposta una quota di attività per imposte anticipate (DTA) riferite a determinati componenti, per un ammontare proporzionale al valore dei crediti deteriorati che vengono ceduti a terzi. Come si legge nella relazione illustrativa del decreto-legge, “L’intervento consente alle imprese di anticipare l’utilizzo come crediti d’imposta, di tali importi, di cui altrimenti avrebbero usufruito in anni successivi, determinando nell’immediato una riduzione del carico fiscale”.
In particolare, per le società che effettuano entro il 31 dicembre 2020 cessioni di crediti vantati nei confronti di debitori inadempienti, è possibile trasformare in credito d’imposta una quota di DTA riferite a:
perdite riportabili non ancora computate in diminuzione del reddito imponibile ai sensi dell’art. 84 del Tuir;
importo del rendimento nozionale eccedente il reddito complessivo netto di cui all’art. 1, comma 4, del D.L. 6 dicembre 2011, n. 201, convertito con modifiche dalla Legge 22 dicembre 2011, n. 214, che alla data della cessione dei crediti non siano stati ancora computati in diminuzione, usufruiti o dedotti dal reddito imponibile.
“Debitore inadempiente”
Una norma del decreto-legge specifica che si ha inadempimento quando il mancato pagamento si protrae per oltre 90 giorni dalla data in cui era dovuto.
Esclusioni
La misura in esame non si applica alle cessioni di crediti tra società che sono tra loro legate da rapporti di controllo ai sensi dell’art. 2359 del codice civile e alle società controllate, anche indirettamente, dallo stesso soggetto.

Art. 56 Misure di sostegno alle Microimprese
Per le microimprese e le piccole e medie imprese italiane che alla data di entrata in vigore del decreto-legge avevano ottenuto prestiti o linee di credito da banche o altri intermediari finanziari, il decreto prevede che in relazione a tali finanziamenti:
le linee di credito accordate “sino a revoca” e i finanziamenti accordati a fronte di anticipi su crediti non possano essere revocati fino alla data del 30 settembre 2020;
la restituzione dei prestiti non rateali con scadenza anteriore al 30 settembre 2020 sia rinviata fino alla stessa data e alle stesse condizioni;
Mutui e finanziamenti a rimborso rateale, rate dei canoni di leasing in scadenza prima del 30 settembre 2020 sono sospesi fino al 30 settembre 2020; è facoltà delle imprese richiedere di sospendere soltanto i rimborsi in conto capitale.
Art. 65 Credito d’imposta per botteghe e negozi
Introdotto inoltre un credito d’imposta a favore degli esercenti attività d’impresa che esercitano in locali in locazione. Misura del credito di imposta del 60% dell’ammontare del canone di locazione, relativo mese di marzo 2020, di immobili rientranti nella categoria catastale C/1.
ESCLUSIONI Il credito d’imposta non si applica alle attività di cui agli allegati 1 e 2 del D.P.C.M. 11 marzo 2020 (in quanto tali attività sono state identificate come essenziali, tra cui farmacie, parafarmacie e punti vendita di generi alimentari di prima necessità) ed è utilizzabile esclusivamente in compensazione.

Art. 106 Società – Approvazione del bilancio chiuso alla data del 31 dicembre 2019
Proroga del termine
In deroga a quanto previsto dall’art. 2364, comma 2, del codice civile (che impone la convocazione dell’assemblea ordinaria almeno una volta l’anno entro il termine di 120 giorni dalla chiusura dell’esercizio sociale) e dall’art. 2478-bis, c.c. (che fissa in 120 giorni dalla chiusura dell’esercizio sociale il termine entro il quale il bilancio d’esercizio deve essere presentato ai soci) è consentito a tutte le società di convocare l’assemblea di approvazione del bilancio entro 180 giorni dalla chiusura dell’esercizio sociale.
Semplificazioni
Le Spa, Sapa, Srl e società cooperative possono prevedere:
il voto elettronico o per corrispondenza e l’intervento all’assemblea mediante mezzi di telecomunicazione, anche in deroga alle disposizioni statutarie;
che l’assemblea si svolga, anche esclusivamente, mediante mezzi di telecomunicazione che garantiscano l’identificazione dei partecipanti, la loro partecipazione e l’esercizio del diritto di voto, ai sensi e per gli effetti di cui agli articoli 2370, comma 5, 2479-bis, comma 4, e 2538, comma 6, c.c.;
la non necessità, anche se previsti, che il presidente, il segretario o il notaio si trovino nello stesso luogo.
Le Srl possono consentire che l’espressione del voto avvenga mediante consultazione scritta o per consenso espresso per iscritto.
Di seguito indichiamo una tabella di rapida consultazione con il differimento dei termini fiscali: