Con il decreto fiscale approvato il 15 ottobre dal Governo si prevede la possibilità rafforzata di sanare i contenziosi col fisco. Si configurano diverse strade da percorrere:

  • la possibilità di sanare i redditi non dichiarati degli ultimi anni e non ancora accertati dal Fisco;
  • le contestazioni della Guardia di Finanza e dell’agenzia delle Entrate, i cosiddetti processi verbali di constatazione o pvc, gli avvisi di accertamento;
  • Per arrivare poi alle cartelle (con rottamazione-ter, stralcio micro-ruoli fino a mille euro, definizione agevolata tributi doganali, dazi e Iva all’importazione) e alle liti fiscali già in corso.

Le dichiarazioni Integrative:

E’ prevista la possibilità per il contribuente di predisporre autonomamente una dichiarazione integrativa, da considerarsi però alcune condizioni:

  • non si potrà dichiarare più di un terzo dell’imponibile rispetto all’anno precedente entro un tetto massimo di 100mila euro all’anno per gli ultimi periodi d’imposta fino a quello dichiarato entro il 31 ottobre 2017, anno di imposta 2016.
  • non si potrà aderire se la dichiarazione è stata completamente omessa.
  • Agli importi fatti emergere si applicherà un’imposta unica con aliquota del 20 per cento per ogni anno di imposta.

Il periodo per poter predisporre le dichiarazioni sarà concentrata tra aprile e maggio 2019.

A fronte di questo, però, sarà previsto un inasprimento a regime sul fronte delle sanzioni amministrative: un quinto in più per la dichiarazione infedele.

I processi verbali di constatazione (pvc)

Per chi, invece, è stato già raggiunto da accertamenti, viene prevista la possibilità di definire il contenuto integrale dei processi verbali di constatazione (pvc) della Gdf o dall’agenzia delle Entrate consegnati entro la data di entrata in vigore del decreto fiscale, e relativi alle imposte sui redditi con lee relative addizionali, Iva, Irap, imposte sostitutive, contributi previdenziali e ritenute, Ivie e Ivaf.

Si potrà aderire presentando dichiarazioni integrative che riportino, per tutti i periodi di imposta per i quali non sono scaduti i termini di, i maggiori imponibili contestati. I pagamenti delle imposte dovute risultanti dalle dichiarazioni integrative, dovranno essere effettuati attraverso versamenti in un’unica soluzione entro il 31 maggio del 2019 o in 20 rate trimestrali.

Gli avvisi di accertamento

Gli atti impositivi quali: avvisi di accertamento, avvisi di rettifica e liquidazione, atti di recupero; notificati entro l’entrata in vigore del decreto e non impugnati e ancora impugnabili, potranno essere definiti con il pagamento delle imposte accertate, con stralcio integrale di sanzioni e interessi entro trenta giorni. I pagamenti delle imposte dovranno essere effettuati con versamenti in un’unica soluzione o in 8 rate trimestrali (20 rate per importi superiori a 50 mila euro) senza possibilità di avvalersi della compensazione. In caso di errori sarà comunque possibile il ravvedimento.

 

Le cartelle: rottamazione-ter, stralcio mini-ruoli e sanatoria doganale

Terza edizione della rottamazione delle cartelle con il decreto fiscale approvato il 15 ottobre 2018, chi aderisce non pagherà sanzioni e interessi.

Tra le principali differenze con le due rottamazioni della scorsa legislatura la possibilità di dilazionare il pagamento in 5 anni con due versamenti l’anno semestrali entro il 31 luglio e il 30 novembre. A questo si aggiunge un tasso di interesse più che dimezzato e che passa dal 4,5% applicato nelle prime due edizioni al 2% annuo. La nuova definizione agevolata si estende anche a quanti hanno aderito alla rottamazione bis. I contribuenti interessati dovranno essere in regola con i pagamenti delle prime tre rate: per farlo sarà sufficiente saldare il conto delle tre rate o della sola rata di novembre 2018 entro il prossimo 7 dicembre.

Arriva poi lo stralcio delle micro-cartelle, comprese quelle con multe e bolli auto. In questo caso i 10 milioni di contribuenti interessati non dovranno presentare nessuna domanda.

Entro la fine del 2018 una cancellazione automatica per tutte le cartelle fino a mille euro di valore (capitale, interessi per ritardata iscrizione a ruolo e sanzioni) in relazione a carichi affidati alla riscossione dal 2000 al 2018.

Altra novità di rilevo è la rottamazione delle cartelle doganali, finora rimaste escluse. Si potranno chiudere i conti senza sanzioni e una parte di interessi per tributi doganali, dazi e Iva all’importazione.

Sanatoria delle liti: sconti per chi ha vinto

La nuova edizione della sanatoria delle liti pendenti sarà più conveniente per chi ha vinto. Pagherà il 50% del valore della lite chi ha “battuto” l’agenzia delle Entrate in primo grado e appena il 20% chi ha vinto in appello. Sarà dato largo tempo per versare: fino a cinque anni con un massimo di 20 rate trimestrali.