Firmato il decreto attuativo relativo altax credit per investimenti pubblicitari incrementali effettuati sulla stampa quotidiana e periodica e sulle emittenti televisive e radiofoniche locali, il cosiddetto bonus pubblicità, anche online. A breve la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.
Sarà possibile accedere all’incentivo a partire dal sessantesimo giorno successivo alla data di pubblicazione del decreto nella Gazzetta Ufficiale e fino al novantesimo giorno.
Agevolazione per gli investimenti pubblicitari

Nel decreto fiscale collegato alla Legge di stabilità 2018, l’art. 4 indica l’agevolazione sul credito d’imposta a sostegno degli investimenti pubblicitari incrementali, effettuati sui giornali e sulle emittenti radio-televisive a diffusione locale. Vediamo come la norma è definita (anche la misura agevolativa in questione non è ancora attiva in quanto non è stato pubblicato il DPCM che disciplina la fattispecie). Chi ne può beneficiare:  Possono beneficiare del credito d’imposta i soggetti titolari di reddito d’impresa o di lavoro autonomo che effettuano investimenti in campagne pubblicitarie, il cui valore superi di almeno l’1% gli analoghi investimenti effettuati nell’anno precedente sugli stessi mezzi di informazione. Misura del beneficio: Il credito d’imposta è pari al 75% del valore incrementale degli investimenti effettuati dalle imprese, i lavoratori autonomi e agli enti non commerciali che investono in campagne pubblicitarie (sono escluse televendite e spot su giochi e scommesse) su quotidiani e periodici (anche on line), Tv e radio locali “il cui valore superi almeno dell’1 per cento gli analoghi investimenti effettuati sugli stessi mezzi di informazione nell’anno precedente”. Nel caso in cui l’anno prima non ci sia stato investimento è considerato incrementale l’intero costo degli spazi pubblicitari. L’agevolazione sale al 90% se ad investire sono PMI, Microimprese e Startup Innovative. Quale tipo d’investimento sono ammissibili: Sono ammissibili gli investimenti riferiti all’acquisto di spazi pubblicitari e inserzioni commerciali su giornali quotidiani e periodici, nazionali e locali, ovvero nell’ambito della programmazione di emittenti televisive e radiofoniche locali, analogiche o digitali. In sede di prima attuazione, il beneficio è applicabile anche agli investimenti effettuati dal 24 giugno al 31 dicembre 2017 sempre con la stessa soglia incrementale riferita all’anno precedente. L’estensione al secondo semestre del 2017 riguarda tuttavia i soli investimenti effettuati sulla stampa, ed in questo caso sono ammessi anche gli investimenti effettuati sui giornali on-line. Quindi si estende l’ambito temporale di applicazione del credito di imposta seppure limitatamente al settore “Stampa”. Non sono, infatti, considerati gli investimenti pubblicitari incrementali effettuati su emittenti televisive e radiofoniche locali. Il credito d’imposta liquidato potrà essere inferiore a quello richiesto nel caso in cui l’ammontare complessivo dei crediti richiesti con le domande superi l’ammontare delle risorse stanziate. In tal caso, si provvede ad una ripartizione percentuale delle risorse tra tutti i richiedenti aventi diritto. Il decreto comunque prevede un tetto massimo individuale corrispondente a un importo pari al 5% dell’ammontare delle risorse annue destinate agli investimenti sui giornali e del 2% delle risorse annue destinate agli investimenti” su radio e tv. Nel caso il credito d’imposta richiesto sia superiore a 150mila euro si applica il meccanismo delle “white list”. Il credito d’imposta potrà essere utilizzato solo in compensazione con modello F24. La domanda dovrà essere inviata dai soggetti interessati all’agevolazione, nella forma di una comunicazione telematica (una “prenotazione”) su apposita piattaforma dell’Agenzia delle Entrate, secondo il modello che ha definito la stessa Agenzia, usufruendo di una “finestra temporale” ampia, che potrebbe essere dal 1° marzo al 31 marzo di ciascun anno. Entro il 30 aprile di ogni anno, il Dipartimento per l’editoria di Palazzo Chigi definirà “l’eventuale percentuale di riparto in caso di insufficienza delle risorse e l’importo fruibile da ciascun soggetto dopo la realizzazione dell’investimento incrementale”.