Dal 1° gennaio è obbligatorio lo scontrino elettronico con trasmissione telematica all’Agenzia delle Entrate.

Apripista, nel luglio scorso, erano stati i negozianti che nel 2018 avevano realizzato un volume d’affari superiore a 400 mila euro. Secondo quanto stabilito dal decreto 119/2018, collegato alla legge di Bilancio 2019, ora scompaiono gli scontrini fiscali in formato cartaceo. Per il consumatore, però, non cambia quasi nulla. Al momento del pagamento non si riceverà più uno scontrino o una ricevuta valida ai fini fiscali, ma un documento commerciale, che potrà essere conservato come garanzia del bene o del servizio pagato, oltre che per un eventuale cambio merce.

Con l’introduzione dei corrispettivi elettronici non occorrerà più tenere il registro dei corrispettivi. La memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica dei dati direttamente all’Agenzia, sostituisce, infatti, l’obbligo di registrazione delle operazioni giornaliere effettuate. Inoltre, non sarà più necessaria la conservazione delle copie dei documenti commerciali rilasciati ai clienti.

Questo sistema consentirà all’Agenzia di acquisire tempestivamente e correttamente i dati fiscali delle operazioni per metterli a disposizione – mediante servizi gratuiti – degli stessi operatori Iva o dei loro intermediari, supportandoli nella compilazione della dichiarazione Iva e nella liquidazione dell’imposta.

Primi sei mesi di sospensione

Per consentire l’upgrade tecnologico, ci sarà una moratoria di sei mesi. Fino al 30 giugno 2020, infatti, i nuovi soggetti obbligati potranno contare su un periodo cuscinetto nel corso del quale dovranno sempre memorizzare le operazioni effettuate ma potranno trasmettere i dati alle Entrate entro la fine del mese di successivo.

La prima scadenza di comunicazione sarà il 2 marzo 2020 (il 29 febbraio cade di sabato e il termine slitta al lunedì successivo). Questo consentirà di evitare le sanzioni per omessa trasmissione finché non sarà avvenuto il passaggio al nuovo registratore telematico. Poi da luglio, una volta scaduta la moratoria, ci saranno 12 giorni di tempo per trasmettere i dati rispetto alla data in cui è stata effettuata l’operazione.

Nuovi registratori di cassa

Dal primo gennaio 2020, i nuovi apparecchi con i quali tutti i contribuenti dovranno necessariamente familiarizzare, sono:

  • ll registratore telematico (in sostituzione degli “scontrini”), o in alternativa,
  • la procedura web dell’AE per l’emissione del documento commerciale (in sostituzione della ricevuta fiscale).

La scelta è del tutto libera e non richiede nessuna opzione specifica.

In ogni caso, l’emissione della fattura immediata (elettronica) esonera il contribuente dall’obbligo di memorizzazione e trasmissione telematica dei corrispettivi.

In altre parole sarà il contribuente a poter decidere se avvalersi/dotarsi dei nuovi strumenti telematici per la gestione dei corrispettivi, poiché quest’ultimo, alternativamente, potrebbe documentare tutti i propri ricavi fiscali con l’emissione della fattura elettronica per ogni singola operazione. È facile intuire che questa scelta sarà necessariamente veicolata dal numero di operazioni da certificare.

La lotteria degli scontrini

Rinviata invece al 1° luglio 2020 la lotteria degli scontrini cui possono partecipare i soli consumatori che effettuano acquisti utilizzando pagamenti con bancomat o carte di credito/debito, operazioni finanziariamente tracciate.

Grazie ai nuovi registratori telematici, il consumatore che ne farà richiesta (comunicando al commerciante il proprio codice ottenuto precedentemente dal sito delle Agenzie delle Entrate), potrà partecipare all’estrazione mensile dei premi:

  • 50 mila euro per il primo classificato;
  • 30 mila euro al secondo; ed infine
  • 10 mila euro al terzo.

Quindi per accedere alle estrazioni l’acquirente dovrà fornire al commerciante/esercente il codice lotteria, che lo identificherà e gli consentirà di partecipare.

 

Nel caso in cui l’esercente non lo acquisisca, il consumatore potrà segnalarlo all’AE. e le segnalazioni saranno utilizzate per l’analisi del rischio di evasione.