Il Senato ha approvato con 159 voti favorevoli51 contrari e 68 astenuti, nel corso della seduta del 18 luglio 201, il disegno di legge di conversione del D.L. n. 79/2018 recante la proroga al 1° gennaio 2019 di entrata in vigore degli obblighi di fatturazione elettronica per le cessioni di carburante per autotrazione presso gli impianti stradali di distribuzione.Il testo ora passerà all’esame della Camera ed entro il 27 agosto dovrà essere convertito in legge.

L’articolo 1 rinvia quindi al 1° gennaio 2019 la decorrenza dell’obbligo, previsto dalla legge di bilancio 2018, della fatturazione elettronica per la vendita di carburante a soggetti IVA presso gli impianti stradali di distribuzione, in modo da uniformarlo a quanto previsto dalla normativa generale sulla fatturazione elettronica tra privati.

La fatturazione elettronica significa l’eliminazione delle schede-carburante: documenti che disciplinano le forniture di benzina e diesel delle compagnie petrolifere ai gestori della rete composta da 21mila stazioni in tutta Italia. Ambito nel quale si potrebbe incuneare l’evasione. La  Guardia di Finanza ogni anno scopre frodi per evadere l’Iva. La fatturazione cartacea è anche foriera di errori e imprecisioni e per questo lo Stato vuole vederci chiaro, visto l’importante gettito erariale. Ecco perché l’ultimo viceministro al Tesoro (con delega al Fisco), Luigi Casero, aveva seguito il dossier prevedendo l’introduzione dell’e-fattura con un percorso a tappe che avrebbe dovuto dare il tempo a tutti gli attori della filiera di studiare gli applicativi.

Da quando si era data come scadenza il 1° Luglio 2018 per la messa in vigore della Carta Carburante, però, l’offerta di questi strumenti non è decollata come ci si attendeva, hanno denunciato i sindacati dei benzinai che martedì 26 giugno avevano previsto uno sciopero. L’impostazione è condivisa da Assopetroli, l’associazione dei produttori, che ha fatto appello al governo per approvare un provvedimento urgente di rinvio a fine anno. Un tentativo già fatto più volte, sotto forma di emendamenti in un paio di decreti bloccati per incongruenza con le materie in esame.

Acquisto carburante: chi è soggetto all’obbligo di fattura elettronica?

Come anticipato nel precedente articolo http://consulenziamo.it/notizie-novita-legislative/carta-carburante-addio/ , la fattura elettronica sarà obbligatoria solo a fronte degli acquisti di benzina posti in essere dai soggetti Iva. L’esonero dalla certificazione dei corrispettivi resta in vigore solo per i rapporti con i privati consumatori. Le nuove disposizioni, infatti, sul punto chiariscono che  per gli esercenti attività di distribuzione, l’esonero dall’obbligo di certificare i corrispettivi per le forniture di carburante si applica solo per i rifornimenti effettuati a privati consumatori.

Con l’approvazione del Senato del 18 luglio scorso, ci ritroviamo ad utilizzare ancora la classica e nota scheda carburante. Mettiamo a confronto i due sistemi: il vecchio ed il nuovo per capire la sostanziale differenza modalità di fatturazione.

Scheda carburante: cos’è e come funziona?

Se, come sembra, la scheda carburante continuerà ad essere in vigore per tutto il 2018, è bene precisare cos’è e come funziona atteso che molti ancora dovranno utilizzarla per il resto dell’anno. Questa, chiamata anche carta carburanti, è il documento che attesta l’acquisto del carburante presso i distributori stradali, al fine di consentire la detrazione Iva e la deduzione fiscale del costo dal reddito di imprese e professionisti.

Affinché il costo del carburante possa essere dedotto bisogna indicare nella scheda:

  • i dati anagrafici e il numero di partita Iva di chi acquista il carburante;
  • la data dell’acquisto del carburante;
  • la marca ed il modello del mezzo, nonché il numero di targa;
  • i dati anagrafici del venditore comprensivi di partita Iva;
  • la quantità di carburante acquistato con il relativo prezzo;
  • la firma ed il timbro aziendale del venditore;
  • il numero dei Km percorsi dal mezzo.

Se la scheda carburante non è compilata correttamente e in tutti i suoi elementi, il costo della benzina non può essere scaricato dalle tasse.

Carta Carburante: cos’è e come funziona?

Le carte carburante sono delle carte di pagamento che permettono a privati, liberi professionisti e aziende una perfetta gestione dei consumi del carburante, relativo agli spostamenti di lavoro. Oltre a essere delle carte di credito prepagate dotate della funzione di pagamento vera e propria, queste carte aggiungono la funzione di pagamento carburante.

Le carte carburante possono essere almeno di due tipologie: la carta carburante pura e quella multifunzione.

La carta multifunzione è una carta prepagata di pagamento che può essere usata per diversi tipi di pagamento. Questa carta ha il pregio di semplificare la gestione della certificazione dei rifornimenti. Tuttavia, bisogna sottolineare che alcuni servizi sono di non facile personalizzazione.

Quindi la carta carburante è un metodo sicuro per pagare benzina, diesel e altri combustibili presso le stazioni di servizio. Invece che pagare in contanti, carta di credito o assegno, gli autisti utilizzano la carta carburante aziendale. Il costo del carburante è registrato sul conto carta carburante. ll titolare del conto (l’azienda) viene fatturato regolarmente per tutto il carburante connesso a quel conto: fornisce un resoconto completo sul consumo di carburante – per esempio: dove, chi, quanto. È possibile ricevere report in tempo reale e fissare limiti di acquisto, mantenendo così informata l’azienda su tutte le spese connesse agli idrocarburi.

Tuttavia si tratta di novità che potrebbe creare non poche criticità ai benzinai, che dovranno emettere fatturazioni ai soggetti titolari di partita Iva ogni volta che viene eseguito un rifornimento.

E’ sicuramente un cambiamento radicale che coninvolge in primis le stazioni di erogazione di idrocarburi, queste per esercitare la loro attività dovranno rivoluzionare la procedura di pagamento e conseguente metodo di fatturazione alle autovetture a uso aziendale, che ai fini delle imposte dirette recuperano il 20% del costo sostenuto per il carburante, premunendosi con i nuovi sistemi elettronico/informatici di pagamento.

Sicuramente ci saranno non poche problamatiche alla vigilia del 1° gennaio 2019 riguardo all nuovo procedimento della fatturazione di Idrocarburi.