Il registratore di cassa nella farmacia.

Dal 1 gennaio 2014 è stato soppresso l’obbligo di inviare con raccomandata A.R. all’Agenzia delle Entrate la comunicazione concernente l’attivazione, le variazioni e la disinstallazione dei registratori di cassa e dei dati riferiti al soggetto che utilizza l’apparecchiatura. Tutte queste informazioni, contenute nel libretto fiscale di dotazione dei registratori di cassa, vengono comunicate telematicamente all’Agenzia delle Entrate direttamente dall’impresa che procede all’installazione o disinstallazione dell’apparecchiatura.
Lo scontrino fiscale per consegne a domicilio.
Il farmacista che venda i prodotti e provveda alla consegna al domicilio del cliente deve:
• emettere lo scontrino fiscale prima che i prodotti escano dalla farmacia;
• allegare lo scontrino fiscale ai prodotti stessi durante la consegna dalla farmacia all’abitazione del cliente;
• consegnare i prodotti al cliente ed il relativo scontrino fiscale riscuotendone il prezzo. Se poi il cliente non paga, tutto o in parte, il prezzo della “fornitura”, tra i corrispettivi della giornata dovrà essere egualmente ricompreso l’intero importo della vendita.
Vendita di prodotti galenici
La vendita di prodotti galenici può essere documentata sia dallo scontrino fiscale parlante che dalla fattura. La norma di riferimento, come per tutti gli altri medicinali è l’art. 15, lettera c), secondo periodo, del D.P.R. 22/12/1986 n. 917.
Nel documento (scontrino o fattura) dovrà essere indicata:
• la natura, quindi occorrerà specificare la dicitura “farmaco” o “medicinale” anche in sigla;
• la qualità, ovvero la dicitura: “preparazione galenica” (in luogo del numero di autorizzazione all’immissione in commercio – AIC) che, considerata la sua genericità, fa certamente salva la privacy del cliente;
• la quantità;
• il prezzo di cessione.
• Il codice fiscale del cliente.

Lo scontrino fiscale

I corrispettivi delle cessioni di beni e le prestazioni di servizi per i quali non è obbligatoria l’emissione della fattura se non è richiesta dal cliente devono essere certificati mediante il rilascio dello scontrino fiscale. Le operazioni esonerate dall’emissione della fattura sono elencate dall’art. 22 comma 1 del DPR 633/1972, tra le quali rientrano le cessioni di beni e prestazioni di servizi effettuate da commercianti al minuto in locali aperti al pubblico come appunto le farmacie. Al fine di consentire al cliente di detrarre la spesa per l’acquisto lo scontrino deve essere integrato con il codice fiscale dell’acquirente (c.d. “scontrino parlante”).
La certificazione dei corrispettivi incassati giornalmente con scontrino fiscale si effettua mediante l’annotazione dello scontrino di chiusura giornaliera nel registro dei corrispettivi distinti per aliquota IVA entro il giorno non festivo successivo. Qualora si utilizzi il cd. metodo della “ventilazione dei corrispettivi” l’importo da registrare è unico non dovendosi effettuare alcuna distinzione per le aliquote IVA. Oltre all’ordinario registro dei corrispettivi i commercianti al minuto devono dotarsi inoltre del “registro dei corrispettivi d’emergenza” da utilizzare in caso di mancato o irregolare funzionamento del misuratore fiscale annotando analiticamente le singole operazioni di vendita (e non il complessivo giornaliero).

Errore dello scontrino fiscale

E’ frequente che il farmacista, o suoi collaboratori, commettano un errore nell’emissione dello scontrino fiscale.
In tal caso, se lo scontrino fiscale è stato emesso, ma non rilasciato al cliente, sebbene l’importo errato sia stato registrato nella “memoria fiscale” dell’apparecchio, la procedura più corretta per rimediare all’errore può essere la seguente:
• annullare l’operazione errata, indicando manualmente sullo scontrino la dicitura “annullato”;
• la stessa annotazione, prudentemente, dovrebbe essere apposta anche sul giornale di fondo, se ancora cartaceo, una volta che, esauritosi, questo verrà rimosso dal misuratore;
• diminuire manualmente il totale dei corrispettivi indicato sullo scontrino di chiusura giornaliera dell’importo erroneamente battuto, allegando e conservando lo scontrino errato;
• emettere e rilasciare al cliente lo scontrino fiscale con l’importo esatto. Nel caso in cui lo scontrino fiscale sia stato rilasciato al cliente, il titolare della farmacia rettificherà il totale dello scontrino di chiusura giornaliera (firmando un pro-memoria di quanto accaduto) con l’importo dello scontrino errato.
E’ bene precisare che la correzione sullo scontrino di chiusura giornaliero può essere effettuata solamente qualora esistano dei comprovati motivi (circolare n. 60/E del 1983).
Distributore automatico registrazione dei corrispettivi incassati.
Le operazioni di vendita effettuate per mezzo di distributori automatici debbono essere contabilizzate nel registro dei corrispettivi previsto dall’articolo 21 del Dpr n. 633/1972, ma non sono soggette agli obblighi di certificazione a norma del Dm 21 dicembre 1992 e dell’articolo 2, comma 1, del Dpr n. 696/1996. L’annotazione degli importi incassati non deve essere necessariamente effettuata contestualmente al prelievo materiale degli incassi dal distributore, ma può essere effettuata anche la registrazione cumulativa, entro il termine previsto dal comma 3 dell’articolo 1 del Dm 18 novembre 1976, il quale dispone che “per le cessioni di beni e le prestazioni di servizi poste in essere da imprese a mezzo di apparecchi automatici, installati presso terzi o comunque al di fuori dell’edificio in cui l’impresa esercita la propria attività, le annotazioni di cui al primo comma possono essere eseguite, globalmente, entro il termine di trenta giorni decorrente dalla scadenza di ciascun mese solare.”.

La ventilazione dei corrispettivi.

I commercianti al minuto di prodotti con differenti aliquote devono effettuare la liquidazione periodica dell’IVA in base alle annotazioni dei corrispettivi delle vendite del mese o del trimestre precedente. Dai corrispettivi registrati al lordo dell’IVA, occorre ricavare l’IVA dovuta in base all’aliquota applicabile (4%, 10% o 22%). A tal fine, di norma, è necessario annotare i corrispettivi giornalieri distinti per aliquota nel registro dei corrispettivi. Per esigenze di semplificazione, il legislatore fiscale ha concesso anche alle farmacie la facoltà di annotare i corrispettivi giornalieri senza distinzione di aliquote ed eseguire la liquidazione dell’imposta dovuta con il metodo della ventilazione dei corrispettivi introdotto dal DM del 24/02/1973. Tale metodo consente di calcolare l’IVA dovuta sulle vendite effettuate mediante scontrino in proporzione all’aliquota media IVA degli acquisti di beni destinati alla rivendita effettuati nel periodo di imposta. Grazie all’ausilio dei software oggi a disposizione, i commercialisti eseguono il calcolo della ventilazione in sede di liquidazione periodica dell’IVA. Può essere opportuno rammentare che le fatture di vendita devono comunque e sempre riportare la distinzione per aliquote di imponibili ed imposta. Si tenga infine presente che Il DM del 24/02/1973 dispone che la ventilazione non è applicabile se l’ammontare annuo delle vendite di merce con emissione di fattura supera il 20% dei corrispettivi.

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