Nel quadro G debutta la nuova sezione VII, denominata “Credito d’imposta per erogazioni cultura”.

L’“Art-bonus” matura nel caso in cui il contribuente abbia effettuato nel 2014 delle erogazioni
liberali in denaro; in realtà sarà possibile goderne per gli anni 2014, 2015 e 2016.
Il bonus si sostanzia in un credito d’imposta pari:
• al 65% (2014 e 2015);
• al 50% (nel 2016);
delle somme che i contribuenti erogano.
Con la C.M. 24/E del 31 luglio 2014 l’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti in merito
all’utilizzo di tale credito d’imposta.
La parte della quota annuale eventualmente non utilizzata è fruibile nelle successive
dichiarazioni dei redditi.
Interventi agevolabili – Per beneficiare del credito d’imposta, le erogazioni liberali devono
essere effettuate esclusivamente in denaro e devono riguardare:
• gli interventi di manutenzione, protezione e restauro di beni culturali pubblici;
• il sostegno degli istituti e dei luoghi della cultura di appartenenza pubblica; la C.M. 24/E/2014
chiarisce che si tratta di musei, biblioteche, archivi, aree e parchi archeologici, complessi
monumentali, come definiti dall’art. 101, D.Lgs. 22.1.2004, n. 42 (“Codice dei beni culturali e del
paesaggio”);
• la realizzazione di nuove strutture, il restauro e il potenziamento di quelle esistenti delle
fondazioni lirico-sinfoniche o di enti o istituzioni pubbliche che, senza scopo di lucro, svolgono
esclusivamente attività nello spettacolo.
Ai sensi del nuovo co. 2 dell’art. 1, D.L. 83/2014, inserito in sede di conversione in legge, l'”Art
bonus” è riconosciuto anche nel caso in cui le erogazioni liberali in denaro effettuate per il lavori
di manutenzione, protezione e restauro di beni culturali pubblici, siano destinate ai soggetti
concessionari o affidatari dei beni oggetto di tali interventi.
Soggetti beneficiari – Ai sensi dell’art. 1, co. 2, D.L. 83/2014, l'”Art-bonus” è riconosciuto:
• alle persone fisiche e agli enti non commerciali nel limite del 15% del reddito imponibile;
• e ai soggetti titolari di reddito d’impresa nel limite del 5 per mille dei ricavi annui.
La C.M. 24/E/2014 ha chiarito, inoltre, che:
• tra le persone fisiche, vi rientrano i soggetti residenti e non residenti in Italia, purché non
svolgano attività d’impresa, tra cui lavoratori dipendenti, pensionati, titolari di reddito di lavoro
autonomo, titolari di redditi di fabbricati, ecc.;
• enti non commerciali e società semplici: il bonus è riconosciuto agli enti che non svolgono
attività d’impresa, vale a dire enti non commerciali, sia residenti sia non residenti, che non
svolgono alcuna attività commerciale, e società semplici. Inoltre, per le erogazioni liberali
effettuate dalle società semplici, il credito d’imposta spetta ai singoli soci nella stessa
proporzione prevista nell’art. 5, Tuir, ai fini dell’imputazione del reddito;
• imprenditori individuali, società ed enti commerciali: per individuare i titolari di reddito
d’impresa si deve fare riferimento alla definizione del co. 1 dell’art. 55, Tuir, secondo il quale
“sono redditi di impresa quelli che derivano dall’esercizio di imprese commerciali” sia in forma
individuale che collettiva (imprenditore individuale o società commerciali, enti commerciali ed
enti non commerciali che esercitano, anche marginalmente, attività commerciale) e sempre nel
limite del 5 per mille dei ricavi;
• imprese non residenti: il credito di imposta spetta (nel limite del 5 per mille dei ricavi), anche
alle stabili organizzazioni nel territorio dello Stato italiano di imprese non residenti.
Adempimenti necessari – Per quanto concerne le modalità di effettuazione delle liberalità in
denaro, la C.M. 24/E/2014 ha precisato che le erogazioni devono essere effettuate utilizzando
esclusivamente di uno dei seguenti sistemi di pagamento:
• banca;
• ufficio postale;
• sistemi di pagamento previsti dall’art. 23, D.Lgs. 9.7.1997, n. 241, vale a dire carte di debito, di
credito e prepagate, assegni bancari e circolari.
Modalità di utilizzo del credito d’imposta – Il credito d’imposta deve essere ripartito in 3 quote
annuali di uguale importo.
Le modalità di fruizione del credito d’imposta sono diverse a seconda dei soggetti:
• persone fisiche ed enti non commerciali: essi possono fruire del credito d’imposta nella
dichiarazione dei redditi. La C.M. 24/E/2014 ha precisato che tali soggetti iniziano a fruire della
prima quota annuale del credito d’imposta (nella misura di 1/3 dell’importo maturato) nella
dichiarazione dei redditi relativa all’anno in cui l’erogazione liberale è stata effettuata, ai fini del
versamento delle imposte sui redditi. La quota annuale non utilizzata può essere riportata nelle
dichiarazioni dei periodi di imposta successivi senza limiti di tempo;
• titolari di reddito d’impresa: essi possono utilizzare il credito di imposta in compensazione nel
Mod. F24, nei limiti di 1/3 della quota maturata, a partire dal primo giorno del periodo di
imposta successivo a quello di effettuazione delle erogazioni liberali. In caso di mancato utilizzo
(in tutto o in parte) di tale importo nei suddetti limiti, l’ammontare residuo potrà essere
utilizzato nel corso dei periodi d’imposta successivi, secondo le modalità proprie del credito.
Rilevanza del credito d’imposta – L'”Art-bonus” non rileva ai fini delle imposte sui redditi e
dell’Irap e non rileva ai fini della determinazione della quota di interessi passivi deducibile dal
reddito d’impresa ai sensi dell’art. 61, D.P.R. 917/1986 e non rileva ai fini della determinazione
della quota di spese e altri componenti negativi diversi dagli interessi passivi, deducibile dal
reddito d’impresa ai sensi dell’art. 109, co. 5, D.P.R. 917/1986 (C.M. 24/E/2014).
Comunicazione al Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo e nel sito web
istituzionale – I beneficiari delle erogazioni dovranno comunicare mensilmente al Ministero dei
Beni e delle Attività culturali e del Turismo l’ammontare delle erogazioni liberali ricevute nel mese di riferimento.
Inoltre essi dovranno provvedere a dare comunicazione pubblica di tale ammontare, nonché
della destinazione e dell’utilizzo delle erogazioni, tramite il proprio sito web istituzionale,
nell’ambito di una pagina dedicata e facilmente individuabile, e in un apposito portale, gestito
dal suddetto Ministero, in cui ai soggetti destinatari delle erogazioni liberali sono associati tutte
le informazioni relative allo stato di conservazione del bene, gli interventi di ristrutturazione o
riqualificazione eventualmente in atto, i fondi pubblici assegnati per l’anno in corso, l’ente
responsabile del bene, nonché le informazioni relative alla fruizione.
Lo Studio DCA resta a disposizione per ogni necessario chiarimento.

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